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Famiglie spezzate

L’Opera, un testo drammatizzato intitolato “Famiglie spezzate“, è stata scritta dai giovani gissani Cristiano Delle Rose e Lorenzo Marisi, con la preziosa collaborazione della Prof. Ivana Nanni, del collezionista Arturo Di Martino che, ispirandosi a tradizioni popolari e a fonti storiche locali e nazionali, hanno elaborato un racconto verosimile ambientato a Gissi e dintorni nel periodo che va dal 1915 al 1918 anni in cui l’attenzione generale del Paese era appunto la “Grande Guerra”.

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Nello scrivere la storia si sono posti inizialmente dell domande come ad esempio: “chi restava in paese durante la guerra cosa faceva, come viveva?”, “i soldati cosa pensavano prima e cosa pensavano dopo il ritorno dal fronte?”, “la scuola?”, “gli infermi di guerra, i trasgressori della legge, i disertori?” “la scrittura come principale sfogo, e la censura? “.
Nello sviluppare queste ed altre domande sono venute alla luce idee che ci hanno permesso la stesura di un testo che ci obbliga a creare come dei flashback che ci riportano a quell’epoca.

Verranno presentate delle scene di vita quotidiana di tutte quelle persone che restarono in paese sottolineando quegli stravolgimenti di ruoli sociali in cui la donna è stata costretta ad uscire dalle mura domestiche, quindi non più “angelo del focolare domestico” come l’opinione pubblica dell’epoca le chiamava, ma costrette all’agricoltura per sopravvivere, a guidare tram, a lavorare come operaie nelle industrie non solo tessili o alimentari ma soprattutto belliche.
Sarà raccontata l’angoscia delle famiglie spezzate da un’imminente chiamata alle armi degli uomini appartenenti ad essa.

Un ruolo fondamentale verrà data alla corrispondenza.
Scrivere per i soldati risponde anche al bisogno individuale di definire la propria condizione in una vicenda che si presenta, anche agli occhi dei più semplici, come una svolta di portata mondiale.
Direttamente collegata alla scrittura troveremo la figura dell’analfabeta, costretto molte volte a farsi mantenere la propria corrispondenza da qualcuno che ne fosse capace, come ad esempio il parroco del paese.

Una scena molto apprezzata sarà sicuramente quella in cui si racconterà la vita quotidiana nella scuola.
Troveremo alunni intenti a giocare alla guerra, una maestra molto rigida che utilizzerà dei modi di fare sicuramente lontani da quelli odierni. Insegnanti che seguiranno un programma scolastico patriottico, intento a creare i soldati del futuro.
La situazione verrà destabilizzata con le notizie dei primi caduti in guerra, con il ritorno dei soldati in licenza che racconteranno una guerra diversa, di un altro colore, rispetto a quella raccontata dai giornali costretti alla censura.

La svolta e quindi l’inizio della conclusione sarà proprio una lettera che un soldato invierà alla propria famiglia chiedendo di pregare per la sua vita e per un suo imminente ritorno.
Il gruppo recitante, assai diversificato per età, formazione e interessi (bambini e ragazzi delle scuole di primo e secondo grado, operai, pensionati e pensionate, ospiti e operatori del centro di riabilitazione S. Francesco di Gissi, il coro della parrocchia di S. Bernardino…), rende autentico uno spaccato di storia Nazionale contribuendo alla valorizzazione del nostro Passato.

La regia è affidata agli scrittori dell’opera Delle Rose Cristiano e Marisi Lorenzo nonché presidente e vice presidente dell’associazione culturale giovanile Liberi Tutti.
Qui di seguito potete guardare il video della rappresentazione.