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L’ultimo dei Briganti

Presentazione del libro “l’ultimo dei Briganti”

Venerdì 18 maggio alle ore 18.00 presso la sala consiliare del Comune di Gissi è stata presentata l’opera del giovane filosofo gissano Pier Nicola Mattia, “l’ultimo dei Briganti”, a cui si è ispirata l’attività teatrale portata avanti dall’Associazione giovanile “Liberi tutti” e dall’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Gissi.

Alla presentazione sono intervenuti il vicepresidente dell’Associazione “Liberi Tutti”, Cristiano Delle Rose, l’assessore alle politiche sociali, Carlo Gaspari, l’autore dell’opera, Pier Nicola Mattia, il prof. Luigi Murolo, la prof.ssa Ivana Nanni e il regista Antonio Tucci.
Il prof. Luigi Murolo ha illustrato il fenomeno storico-sociale del Brigantaggio nella zona del Medio-alto-vastese.

Il regista Antonio Tucci ha spiegato il significato del teatro-comunità e la qualità dell’allestimento teatrale realizzato.
Il giovane autore Pier Nicola Mattia ha presentato la propria finzione letteraria e le ragioni che lo hanno guidato in questa stesura.

Gli altri relatori hanno sottolineato l’importanza della collaborazione, dell’entusiasmo e dell’impegno a favore della riscoperta delle nostre radici e tradizioni per promuovere il senso di appartenenza alla propria comunità.
Il collezionista Arturo Di Martino ha allestito davanti al Municipio una mostra sul Brigantaggio locale.

La sera alle ore 21.00 c’è stata la rappresentazione teatrale guidata dal regista Antonio Tucci che ha lavorato con un numeroso gruppo di interpreti, giovani e adulti che si sono messi in gioco e hanno rivelato grandi capacità creative e relazionali.
La partecipazione è stata numerosa e calorosa.

Lo spettacolo ha avuto un’ottima riuscita e un alto livello artistico grazie anche alla partecipazione del complesso bandistico di Gissi, guidato dal prof. Nicola Mariani, e della scuola di danza di Loredana Rocchio.
Un grazie affettuoso a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento e che hanno contribuito alla sua riuscita.

Presentazione dello spettacolo “l’ultimo dei Briganti”

Dopo i festeggiamenti per le celebrazioni in onore del Centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia continuano le attività culturali- ricreative promosse dall’Amministrazione comunale di Gissi.
Quest’anno, nell’ambito del progetto “Cultura Permanente”, l’Assessorato alle Politiche Sociali propone un allestimento teatrale sul fenomeno sociale del Brigantaggio.

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L’Opera, un testo drammatizzato intitolato “L’ultimo dei Briganti”, è stata scritta dal giovane filosofo gissano Pier Nicola Mattia che, ispirandosi a tradizioni popolari e a fonti storiche locali e nazionali, ha elaborato un racconto verosimile ambientato a Gissi e dintorni (Furci, Liscia, San Buono, Lentella, San Salvo) negli anni 1866-1870, periodo dominato dalla banda dei fratelli Pomponio di Liscia, dalle azioni della Guardia Nazionale e dal disagio sociale delle masse contadine che passano dal dominio dei Borboni a quello dei Piemontesi.

La regia è curata da Antonio Tucci in collaborazione con la locale Associazione Culturale Giovanile “Liberi Tutti”.
I protagonisti della rappresentazione sono due giovani fratelli del contado di Gissi Faluccio e Peppino, due mezzadri rimasti senza genitori, morti a causa della miseria e delle malattie non curate per la mancanza di soldi.

Dopo l’unificazione dell’Italia sono caduti ancor più in miseria per i pesanti tributi pretesi dai Piemontesi.
Un giorno il maggiore dei due, Faluccio, assassina un funzionario tributario inviato nella zona per una misura eccezionale e insieme al fratello decide di darsi alla macchia.
Vengono aiutati da un’altra famiglia di mezzadri loro amici e partono insieme a un brigante di Furci che ha intenzione di unirsi a una nuova banda che opera malefatte nella zona.

Il brigante (detto Zaccagno per la sua abilità con il coltello) si accorge subito delle potenzialità dei due fratelli e insieme mettono a segno un sequestro di persona che permetterà loro di unirsi alla banda di Caruso detto Coppolone, un ex ufficiale dell’esercito borbonico che è dovuto fuggire dalla vallata del Sangro e ha messo in piedi una banda nel Medio-alto-vastese.

L’obiettivo di Caruso è vivere di angherie nei confronti dei borghesi latifondisti amici/servi dei Piemontesi; nel corso del racconto la banda di Caruso si incrocerà con quella famosa dei fratelli Pomponio. Dopo la morte dei fratelli di Liscia anche la banda di Caruso si disperderà per la cattura di quasi tutti i suoi componenti.

La vicenda è interpretata in modo scanzonato e ironico dalla professionalità del regista Antonio Tucci e dalla passione degli interpreti.
Il gruppo recitante, assai diversificato per età, formazione e interessi, rende autentico uno spaccato di storia locale contribuendo alla valorizzazione del nostro Passato e di grandi capacità artistiche e umane dei giovani gissani.