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Uno studente martoriato

Il testo teatrale “Uno studente martoriato” è stato scritto da Federico Marisi (Gissi, 29 febbraio 1840 – Chieti, 28 maggio 1902) accademico, poeta e scrittore di commedie, drammi e memorie paesane.

Il dramma, stampato a Chieti nel 1897 dalla Tipografia C. De Marinis, è dedicato al gissano Giuseppe Mariani, uno dei martiri del Risorgimento Abruzzese, e alle tragiche vicende legate alle sommosse borboniche che scoppiarono a Gissi nel 1860 a seguito dell’unificazione nazionale e alla proclamazione del Regno d’Italia. Giuseppe Mariani, studente in legge e nipote del sacerdote don Pietro Mariani, fervente mazziniano, era il rappresentante a Gissi del nuovo governo nazionale sabaudo.

Approfittando del momentaneo allontanamento della Guardia Nazionale di stanza a Gissi che era stata mandata a sedare la rivolta borbonica a Monteodorisio, il popolo gissano fedele ai Borboni occupò il posto di guardia facendo a pezzi la bandiera nazionale, i decreti del nuovo governo e l’effige del Re d’Italia sostituendola con quella di Francesco II.

Poi la folla furiosa scorrazzò per le vie del paese e giunta alla casa del Mariani, colpevole di aver stilato un elenco di giovani gissani da arruolare come soldati garibaldini, fu catturato e percosso e infine ucciso.
Il corpo trascinato per le strade del paese fu bruciato al Piano De’ Cavalli perché non avesse sepoltura. La reazione della Guardia Nazionale riportò l’ordine nel paese e i colpevoli della rivolta e dell’uccisione del Mariani furono catturati e condannati. Al Piano De’ Cavalli fu eretto un tempietto in ricordo del sacrificio del giovane gissano.

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Il dramma in quattro atti di Federico Marisi racconta l’evento con l’italiano lirico con punte auliche tipiche della letteratura dell’Ottocento, forse un’ingenuità di maniera che tradisce però il bisogno di elevare il più possibile la vicenda e la figura di Giuseppe Mariani senza però cedere alla retorica o all’enfasi più scontata.

Al contrario il racconto è drammaturgicamente efficace e fa ricorso ad espedienti drammatici che, senza togliere verità ai fatti avvenuti grazie ad un’esposizione lucida e consapevole, ci coinvolgono con immagini e situazioni vigorose per emotività e suggestioni.

Per esempio la premonizione avuta in sogno della fidanzata del Mariani, Dinadea, che annuncia l’imminente tragedia: “Una torma di birri e bifolchi Êsta notte, atterrita sognai; Senza pietà quei tristi mirai Dilanare la gente dabben E mi parve guatare da lungi Una fiamma fumosa ed ardente Qui gittavan la misera gente Quegl’iniqui, ed a cielo seren“.
Un richiamo evidente alla cultura classica che conferisce un tono alto e solenne alla narrazione scenica rendendola toccante e intensa.

Per non parlare poi dei chiari rimandi alla letteratura sacra come, per esempio, nel personaggio di Angiola, la madre del Mariani, che riprendendo la cifra stilistica che può essere ricondotta al “Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi ci presenta una figura materna forte e umana capace di commuoverci: “Di buon mattino di presso al letto Non più ti miro figliuol diletto Col tuo sorriso dolce, sereno, D’amor ripieno. E più non odo, oh! duolo atroce Il chiaro suono della tua voce; E non vi move, genti spietate Alta pietate?! Ahi! densa nube l’umida vista Di già mi offusca, e mi contrista Sordo dolore, che il mesto seno Trafigge appieno… Or vieni…vieni figlio ti aspetto, Sii benedetto! Il cor si è chiuso, la voce spenta“.

Lo Studente Martoriato di Federico Marisi si presenta, dunque, come un esempio di opera letteraria e teatrale minore, molto diffusa nell’Ottocento, che però è in grado di rappresentare con veridicità e passione un periodo importante della storia nazionale così come è stata vissuta nella nostra Regione esaltando vicende e protagonisti che altrimenti sarebbero andati smarriti nella memoria.

Un contributo culturale e storico, quello del Marisi, che arricchisce la nostra identità e coscienza nazionale e testimonia un coinvolgimento attento e partecipe alla storia civile e umana del proprio tempo.